Un cantiere di polemiche

(di Giulio Ferrarini)

Nuovo cantiere a Borgo Trento e nuovo giro di polemiche.
Da lunedì 11 maggio infatti i lavori per la realizzazione della ciclabile Parona–Ponte Garibaldi si spostano da via Ciro Menotti a viale Nino Bixio.
Per consentire il normale svolgimento del quartiere, quest’ultima diventerà a senso unico in direzione di Ponte Garibaldi.
“Chiediamo più realismo e più coinvolgimento – ha sottolineato Paolo Borchia (Lega) -. Questi tipo di ragionamenti vanno fatti con il territorio. Molti residenti ed esercenti hanno espresso lamentele riguardo a questo tipo di operazioni e sono stati avvisati solo a cose fatte. Sono partiti i lavori senza che nessuno fosse informato. Quindi il tema dell’ascolto di chi vive e lavora a Borgo Trento è fondamentale – ha puntualizzato Borchia -. Io mi rendo conto che siamo ad una fase molto avanzata dell’amministrazione, però dobbiamo renderci conto che Borgo Trento è una realtà che ha le proprie peculiarità: tanti esercenti, un quartiere densamente popolato. Non si possono calare scelte dall’alto senza averle prima condivise con chi vive il territorio, lo vive quotidianamente”, ha concluso.
Tra gli abitanti del quartiere si era inoltre diffusa l’idea che gli alberi di viale Nino Bixio potessero essere abbattuti per far spazio alla nuova ciclabile. Idea prontamente smentita dall’amministrazione che ha precisato che non è previsto alcun intervento in prossimità delle alberature.
La Giunta ha inoltre sottolineato che la gestione coordinata dei flussi, insieme alle misure di moderazione del traffico e al potenziamento del trasporto pubblico previsti dal PUMS, è in grado di scongiurare fenomeni di congestione nelle arterie secondarie, anche in prossimità di contesti sensibili come le aree limitrofe ai poli ospedalieri, scongiurando di fatto il pericolo di grossi ingorghi e disagi per residenti ed esercenti della zona.
Di parere completamente opposto è Nicolò Zavarise (Lega).
“Borgo Trento – ha detto – è un quartiere già saturo in termini di viabilità dove, ricordiamolo c’è peraltro un polo attrattore naturale di traffico che è l’ospedale e questa è una domanda rigida che ovviamente non può essere vaporizzata.
E’ un quartiere che deve essere trattato con le dovute attenzioni. Noi chiediamo all’amministrazione di rivedere questo progetto perché ovviamente la città sta diventando totalmente impraticabile. Oggi – ha proseguito – abbiamo visto che ci sono una serie di interventi che sono stati posti in essere da questa amministrazione che rendono ormai girare a Verona con la propria auto praticamente impossibile. Quindi chiaramente noi quello che continuiamo a dire è: basta lotta all’auto privata e se devono essere trovate delle soluzioni che siano efficaci ed efficienti. Per esempio un trasporto pubblico che sia tale o perlomeno un filobus che sia in esercizio.”