Urso conferma, Verona con Marghera

I fondi a disposizione già ci sono, un miliardo di euro; l’okay della Commissione Europea pure che nei suoi piani strategici ha previsto la realizzazione di un hub unico continentale per far arrivare, mettere in sicurezza, stoccare e smistare le terre rare in arrivo da Australia e Africa, ovvero le materie prime che dovrebbero far ripartire l’industria europea. L’hub di arrivo sarà il porto di Marghera, il cuore dello smistamento nei bacini industriali dell’Europa continentale sarà Verona, col suo Quadrante Europa. I clienti sono decine di migliaia di imprese metalmeccaniche ed elettroniche italiane ed europee.
Oggi a Marghera, Adolfo Urso ha presentato il piano dei lavori. Il Governo parte con un decreto legge sulle “materie prime critiche” che oltre allo stoccaggio di quelle importate avrà un focus anche sul riciclo delle materie prime critiche, delle terre rare e dei minerali preziosi. Al riguardo, il ministro ha evidenziato come la quasi totalità dei progetti italiani già approvati nell’ambito della prima selezione Ue sui Progetti strategici prevista dal Critical Raw Materials Act, o in via di approvazione nella seconda call da parte della Commissione europea, riguardi proprio il settore del riciclo, nel quale le imprese italiane hanno sviluppato competenze avanzate che risalgono all’immediato dopoguerra e che poi col tempo sono diventate delle vere e proprie eccellenze.
Urso – in una call ieri con tutti i colleghi europei – aveva evidenziato come i Paesi del G7 dispongano già di grandi quantità di materie prime critiche contenute nei rifiuti industriali in fase di dismissione. Per questa ragione, secondo il ministro, una delle priorità strategiche deve essere il recupero e la rilavorazione di tali materiali all’interno dei Paesi occidentali arrivando al blocco delle esportazioni verso Paesi terzi dei rifiuti industriali contenenti materie prime critiche, minerali preziosi e terre rare, affinché possano essere trattati e riciclati direttamente in Europa, rafforzando così l’autonomia strategica del continente.
I tempi sono stretti: l’estate per preparare il dossier e ottobre per presentarlo a Bruxelles dove il Commissario Stèphane Séjourné ha già chiesto lumi all’Italia con l’intenzione non di rallentare, ma di accelerare il processo decisionale europeo.
Ma i tempi diventano stretti anche per Verona, servono 125 milioni per il nuovo terminal 4 che si lega al “nuovo” Brennero: «Il potenziamento del Quadrante Europa di Verona è necessario, in particolare la realizzazione di un nuovo terminal per i treni merci diretti e provenienti dal centro-nord Europa. In tal senso, chiediamo al Governo di investire risorse già dalla prossima legge di bilancio» dice Paola Boscaini, della commissione Trasporti, che ha sottoscritto un Odg al decreto Infrastrutture (convertito ieri in legge dalla Camera) che impegna l’esecutivo ad adottare le iniziative necessarie per garantire la realizzazione degli interventi di potenziamento del Quadrante Europa stanziando risorse con la legge di bilancio 2027.

L’intervento – durata dei lavori, 4 anni – consiste nella realizzazione di un nuovo terminal (IV modulo), dotato di binari di lunghezza pari a 750 metri, idonei ad accogliere i convogli merci interoperabili diretti e provenienti dal Centro-Nord Europa. La nuova infrastruttura, che sarà direttamente connessa alla Direttrice del Brennero e alla linea ferroviaria per Bologna, consentirà di incrementare la capacità complessiva del terminal, passando dagli attuali 60 treni giornalieri ad un traffico di 90 treni al giorno. «Ora è importante – conclude Boscaini – che tutti gli altri parlamentari veronesi lo sottoscrivano, in questo modo avremo più peso per trovare i finanziamenti per quest’opera».
A muoversi è intanto la Regione Veneto, l’assessore veronese Diego Ruzza conferma: « Abbiamo una rete stradale di oltre 10.000 chilometri euna ferroviaria di 1.850 chilometri. Il sistema deve sostenere lo sviluppo economico tenendo conto della diversa velocità dei cambiamenti in atto. Attraverso questo Piano-Processo, articolato in 8 obiettivi e 37 azioni specifiche, stiamo definendo una strategia dinamica che integra lo sviluppo della viabilità con le esigenze di collegamento di un territorio nel quale transitano tre corridoi della rete europea TEN-T: lo Scandinavo-Mediterraneo, il Mediterraneo e il Baltico-Adriatico e vogliamo concluderlo entro l’anno».
Dopo il trauma del mancato arrivo di Intel, il nuovo hub cambia lo scenario industriale del Veneto. Sottolinea Matteo Gelmetti: «Adolfo Urso ha illustrato un progetto pilota europeo di straordinaria importanza strategica per garantire l’approvvigionamento, la gestione e lo stoccaggio delle materie prime critiche. Un’iniziativa che rafforza la sicurezza industriale del nostro Paese e dell’intera Europa, individuando in Marghera, nel porto e nell’interporto di Verona un asse logistico fondamentale. L’Italia può diventare uno dei principali hub europei per la sicurezza industriale e logistica. E Verona, con la sua posizione lungo il corridoio del Brennero, il suo interporto e la sua naturale vocazione infrastrutturale, viene riconosciuta come nodo strategico europeo. È una grande opportunità per il Veneto e per Verona, che devono avere la capacità di fare sistema. Logistica, manifattura, energia, innovazione e sicurezza economica saranno sempre più collegate. In uno scenario internazionale instabile, chi controllerà le catene di approvvigionamento controllerà anche la competitività industriale”.