Vicenza è la città dove scappano di più i gatti. E non è un caso…

Perdonateci la battuta, ma il capoluogo berico è la città in Italia dove si registra il maggior numero di fughe di cani e gatti. E a dirlo non sono leggende metropolitane – speriamo – come quelle dei felini in gastronomia, ma Kippy – azienda italiana parte del gruppo svizzero Datamars, specializzata nello sviluppo di microchip e dispositivi intelligenti per il monitoraggio e la sicurezza di cani e gatti –  che ha analizzato i dati reali di migliaia di animali tracciati con sistemi GPS in tutta Europa tra marzo e maggio 2026, di cui oltre il 50% avviene in Italia. La mappa è chiara: il Veneto conquista il primato assoluto in Italia con ben 464 allarmi di uscita dalla “zona sicura” staccando il Piemonte fermo a 374 e la Lombardia a 266 e Vicenza è la provincia “più calda”. Nel complesso, il Nord Italia da solo copre circa la metà delle segnalazioni nazionali.

Quando lo stile di vita aumenta il rischio di fuga

La ragione di questo primato veneto, e settentrionale, non risiede in una minore attenzione dei proprietari, ma nella stessa geografia del territorio. Il Veneto è storicamente caratterizzato da una forte diffusione della convivenza in case con giardino o aree rurali, dove la vita all’aria aperta è una scelta comune e quotidiana. Dai dati raccolti da Kippy emerge un legame diretto tra spazio esterno e smarrimenti: gli animali abituati a vivere principalmente all’aperto, infatti, tendono a superare i confini tre volte più spesso rispetto a quelli che vivono in appartamento, facendo registrare una media di oltre otto allarmi a testa contro i meno di tre di chi sta tra le mura di casa.

A questo bisogna aggiungere un altro fattore determinante, ovvero la taglia dell’animale. Tra i cani, gli esemplari che superano i venti chili registrano una media di allarmi quattro volte superiore rispetto ai cani sotto i cinque chili. Anche l’eterna sfida tra cane e gatto riserva una sorpresa ai proprietari: nonostante la fama di indipendenza dei felini, i cani scappano il 43% in più rispetto ai gatti, dimostrandosi decisamente più irrequieti nel gestire il perimetro dello spazio domestico.

“La concentrazione di allarmi in Veneto non ci sorprende, è legata proprio a uno stile di vita in cui gli animali passano più tempo fuori”, spiega Iacopo Buccarelli, Brand Reputation, PR & Retention Manager di Kippy. “Il senso della tecnologia applicata agli animali non è la sorveglianza passiva, ma quella che definiamo ‘libertà controllata’, cioè lasciare all’animale lo spazio per esprimere la propria natura, dando al proprietario la serenità di un segnale immediato se qualcosa esce dalla norma”.

Quando scappano maggiormente gli animali 

Il report smonta anche un grande luogo comune legato al fattore tempo. Si tende a pensare che le fughe avvengano durante la confusione del fine settimana o nelle gite fuori porta, ma i dati raccontano un’altra storia. I pet amano la stabilità notturna – appena il 7% degli allarmi scatta tra le 22 e le 6 – e si muovono soprattutto di giorno, con un picco alle otto del mattino e una seconda ondata all’ora di pranzo. Il giorno più caldo della settimana risulta essere il martedì. La fuga si rivela dunque una questione di routine familiare, legata a quei momenti della settimana in cui la vita si mette in moto in fretta e la guardia inevitabilmente si abbassa.

Guardando alle razze più dinamiche sul territorio, la graduatoria sembra scritta direttamente dal DNA degli animali. In cima alla lista dei più “esploratori” ci sono i cani da pastore o da lavoro come il Border Collie, il Jack Russell e il Siberian Husky, guidati da un forte bisogno di movimento. Sul fronte felino, invece, le medaglie d’oro della fuga vanno al Siamese e al Maine Coon, caratterizzati da un’identità territoriale marcata e costantemente impegnati ad ampliare il proprio perimetro. O a fuggire dal cuoco, chissà…