Una rete tra scuola, famiglia, medici di base e specialisti con l’obiettivo di affrontarli
(di Sabrina Ambrosi)
È stata lanciata una nuova sfida dalla Casa di Cura Villa Santa Chiara nel creare una rete tra scuola, famiglia, medici di base e specialisti con l’obiettivo di affrontare l’Adhd e i disturbi di spettro autistico.
Questo progetto è stato presentato durante un convegno dedicato al neurosviluppo nell’arco della vita intitolato «Adhd e disturbi dello spettro autistico – Dalla diagnosi alla cura, dall’età evolutiva all’età adulta».
Ad esporre il tema è stato il coordinatore scientifico del convegno, Marco Bortolomasi, il quale ha sottolineato come: «i disturbi del neurosviluppo accompagnano la persona lungo tutta la vita, cambiando forma e bisogni di cura, sebbene il sistema dei servizi continui spesso a leggerli come questioni della sola infanzia».
Secondi i dati emersi, a Verona sono circa 1.200 le nuove diagnosi per Dsa, ossia quei disturbi specifici dell’apprendimento che coinvolgono l’8% degli studenti di scuole veronesi di primo grado, il 7.9% degli studenti di scuole di secondo grado e il 2.1% degli studenti delle primarie, con i licei e gli istituti tecnici e professionali del territorio sopra la media regionale.
Bortolomasi dichiara come sia importante “creare una buona rete che possa contrastare la riduzione del funzionamento psico-sociale data da Adhd e i disturbi dello spettro autistico”. Può essere davvero utile intervenire precocemente su sentimenti di inadeguatezza o comportamenti di disattenzione e isolamento di adolescenti e adulti, in modo tale da poter prevenire precocemente su comportamenti aggressivi o anche a tentativi di suicidio.
Durante l’incontro hanno presenziato altri due ospiti importanti: i professori Andreas Conca (direttore del servizio psichiatrico dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige) e Gabriele Masi (direttore di Psichiatria e psicofarmacologia dell’età evolutiva all’Irccs Fondazione Stella Maris).
Conca sottolinea l’importanza di riconoscere precocemente l’Adhd utilizzando tecniche e interventi che possano offrire speranza e cura a bambini, adolescenti e adulti, ricordando inoltre il ruolo fondamentale che assumono genitori e insegnanti per questi bambini, i quali possono vivere facilmente momenti di sofferenza dovuti al fatti di sentirsi diversi e da cui possono nascere facilmente episodi di bullismo. Conca aggiunge che negli adulti “Spesso l’Adhd non viene riconosciuto, quello che emerge sono depressione, disturbi d’ansia, disturbi della personalità ma anche difficoltà nella vita quotidiana”.
Masi invece sottolinea l’importanza di intercettare presto i disturbi e fare un intervento psicoeducativo, psicoterapeutico, familiare e ambientale anche attraverso l’utilizzo di farmaci che possono portare risultati importanti nell’intero percorso evolutivo di una persona.
Bortolomasi conclude dicendo come la “rete” sia importante per superare lo stigma nell’affidarsi ad uno psicologo e lo scetticismo rispetto ai farmaci, quest’ultimi se presi per tempo possono ridurne la necessità in futuro evitando inoltre l’utilizzo di sostanze in età adulta legate all’emergere di determinati disturbi.



