Dal rilancio di Porto Marghera passa anche il futuro di tutto il Veneto e delle sue imprese, spesso imprigionate dal vecchio slogan piccolo è bello e da una burocrazia asfissiante. Però per Michele Bugliesi, docente universitario e imprenditore, bisogna cambiare lo spartito e avere il coraggio di osare per mettere insieme Regione, Comune e il Porto guidato dal veronese Matteo Gasparato, presidente anche del Consorzio Zai -Interporto Quadrante Europa, cioè il polmone logistico del Nordest.
“Basta iniziative anche lodevoli ma spot come il deposito delle Terre Rare o l’Hydrogen Park, per la rinascita di Porto Marghera serve un progetto di rilancio complessivo e ambizioso come quello realizzato ad Amburgo, un piano decennale organico che passando da bonifiche definitive arrivi a creare nuove attività dall’hi tech, ai servizi, alla manifattura avanzata con specializzazione per esempio sullo sviluppo di nuovi materiali ma anche dedicata all’ambiente. Un luogo dove si possa anche gestire eventi e sviluppare il settore dell’entertainment – spiega Bugliesi, ex rettore dell’università veneziana di Ca’ Foscari e già presidente di Fondazione Venezia – .
La Zona Logistica Semplificata non basta. Serve un commissario che prenda in mano tutto il progetto di rilancio per quest’area industriale da oltre duemila ettari, circa 1400 ancora occupati da attività industriali, a due passi da Venezia. Un posto che potrebbe diventare iconico e trainante per il futuro industriale di tutto il Nordest”.
Bugliesi, docente e imprenditore di frontiera con la società Rara Factory, che ha sede proprio a Marghera, getta un sasso nello stagno cheto di queste elezioni comunali veneziane (24 e 25 maggio il primo turno) mettendo al centro del dibattito il destino di una delle aree industriali più grandi d’Europa da anni in declino: “So che c’è un problema di competenze incrociate tra Regione, Comune e Porto che rende tutti processi autorizzativi complicati, per questo propongo la nomina di un commissario per semplificare gli iter come è stato fatto a Milano per l’Expo. Questo compito potrebbe essere affidato anche ad Alberto Stefani, il neo presidente della Regione – dice Bugliesi – in una cabina di regia che coinvolga anche il nuovo sindaco di Venezia e il presidente dell’Autorità portuale Gasparato.
Arriviamo da 15 anni di immobilismo e di inerzia, con tante occasioni mancate dalla fabbrica dei chip di Intel nel Veronese al progetto per la fusione nucleare messo a punto dall’università di Padova mai decollato. Dal Pnrr non è arrivato nemmeno un soldo per le bonifiche a Porto Marghera, un peccato mortale e una responsabilità evidente delle passate amministrazioni locali e regionali – ricorda Bugliesi – e invece andiamo a spendere centinaia di milioni per il nuovo stadio di calcio e il palazzetto a Tessera. Non ho nulla contro lo sport ma le priorità mi sembrano decisamente altre”.
Soprattutto oggi con un sistema industriale del Nordest che vive grandi difficoltà insidiato dalla concorrenza cinese e alle prese col nanismo di tante sue imprese. “Stiliamo un progetto industriale ambizioso, per esempio per un polo tecnologico per i nuovi materiali, un piano dal respiro decennale che valorizzi quello che c’è già, come la Zls o il parco scientifico veneziano del Vega (risolvendo la sua crisi senza svendite immobiliari), dando però una prospettiva che possa catturare i grandi fondi internazionali – incalza Bugliesi -. L’Emilia Romagna ha superato il Veneto perché ha saputo essere ambiziosa con iniziative come la Motor Valley emiliana e il centro di super calcolo di Bologna, ma possiamo ancora dare una svolta al nostro sistema manifatturiero – aggiunge il professore-imprenditore –. Marghera ha il grande vantaggio di essere ben servita dal punto di vista logistico, porto, aeroporto, ferrovia. Ha alle spalle un centro logistico come il Quadrante Europa di Verona. C’è tutto, anche la vicinanza con Venezia, un posto che può attirare ricercatori e giovani da tutto il mondo. Potrebbe diventare il polo del futuro del Nordest e anche un grande investimento immobiliare. Manca però una visione a lungo termine e la capacità di tradurla in un’agenda concreta di sviluppo”.
La Zls è un jolly?
“Il fatto di poter semplificare gli iter burocratici e avere qualche balzello in meno è sicuramente musica per le orecchie degli investitori, manca però tutta la parte del risanamento ambientale, il presupposto necessario per far decollare i nuovi investimenti nell’area di Porto Marghera – risponde Bugliesi -. Insomma, la Zls è uno strumento buono ma da sola non è decisiva per cambiare i destini dell’area veneziana: quello che manca sono le bonifiche, con gli enormi problemi burocratici che si portano dietro. Per questo serve un commissario che possa semplificare tutte le procedure, che stili un progetto organico, un disegno strategico complessivo di grande potenziale per esempio sulle nuove tecnologie e i nuovi materiali. A Milano hanno fatto il centro della biologia molecolare e delle scienze della vita. In Veneto c’è un grande tessuto manifatturiero, puntiamo su filoni di sviluppo che possano dare nuova spinta alle nostre industrie. Un compito questo che sicuramente deve vedere coinvolti come attori principali la Regione, il Comune, l’Autorità portuale”.



