Fondazione Cariverona chiude il 2025 con un bilancio che conferma solidità patrimoniale e continuità nell’attività istituzionale. Il documento, approvato all’unanimità dal Consiglio generale, evidenzia una crescita dell’attivo finanziario a prezzi di mercato, pari a 2,96 miliardi di euro (+23% rispetto al 2024), e del patrimonio netto a valore corrente, che raggiunge 2,64 miliardi (+29%). Sul piano economico, i ricavi dell’attività ordinaria si stabilizzano sopra i 60 milioni di euro, con i ricavi netti che si attestano a 54,3 milioni di euro e l’avanzo di esercizio che raggiunge i 36,8 milioni. Numeri che testimoniano una gestione lungimirante, fondata sulla progressiva diversificazione degli investimenti e sull’obiettivo di garantire redditività sostenibile nel medio-lungo periodo. Questa solidità si riflette direttamente nei territori. Nel 2025 la Fondazione ha deliberato 257 progetti, con un incremento del 41% nel numero delle iniziative sostenute rispetto al 2024, per un totale di 30,1 milioni di euro (+13%). Un impegno rivolto a sostenere la capacità delle comunità di affrontare il cambiamento, rafforzare le opportunità per le nuove generazioni e accompagnare percorsi di sviluppo più inclusivi e sostenibili nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona.
“Il bilancio 2025 ci consegna molto più di una serie di risultati economici positivi: ci affida una responsabilità”, sottolinea Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona. “Oggi i territori chiedono punti di riferimento credibili, capaci di tenere insieme stabilità e cambiamento, radicamento e visione. La Fondazione vuole essere questo: un presidio che accompagna le comunità dentro le trasformazioni del nostro tempo, aiutandole a generare futuro”.
Il 2025 ha segnato inoltre il passaggio tra la conclusione del ciclo di programmazione 2023-2025 e l’avvio del nuovo orizzonte 2026-2028, costruito attorno a una parola chiave: rigenerazione. In questa prospettiva, l’azione della Fondazione ha continuato a svilupparsi lungo tre direttrici strettamente intrecciate tra loro: ambiente, capitale umano e innovazione sociale, con la cultura a fare da asse trasversale di partecipazione e sviluppo.
Sul fronte dell’ambiente (6 milioni di euro deliberati), la Fondazione ha sostenuto interventi capaci di tenere insieme tutela del capitale naturale, educazione alla sostenibilità e innovazione nelle filiere. Nell’ambito del capitale umano (10,7 milioni), ha rafforzato il lavoro su giovani, orientamento, competenze e partecipazione, nella consapevolezza che la vera sfida non sia soltanto offrire occasioni episodiche, ma contribuire a costruire territori in cui restare diventi una scelta possibile. In questa direzione si inserisce anche l’avvio dello Young Advisory Board, organo pensato per coinvolgere in modo più strutturato le nuove generazioni nei processi di ascolto, confronto e proposta. Sul versante dell’innovazione sociale (3,6 milioni), l’impegno si è concentrato sulle nuove fragilità, sull’inclusione, sul lavoro e sulla costruzione di alleanze tra terzo settore, imprese e attori locali, per promuovere risposte meno assistenziali e più generative.
“Il 2025 conferma la capacità della Fondazione di tenere insieme gestione patrimoniale, sostenibilità economica e operatività istituzionale”, evidenzia Filippo Manfredi, direttore generale della Fondazione. “L’attivo finanziario ha raggiunto quasi 3 miliardi di euro e il patrimonio ha continuato a rafforzarsi grazie a una strategia di progressiva diversificazione. Questo ci ha consentito di sostenere oltre 250 progetti con 30 milioni di euro, mantenendo una presenza concreta sui territori e una programmazione orientata all’impatto.



