L’holding delle autostrade del Nordest rischia di partire con una palla al piede legale. L’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione, ha lanciato un messaggio forte e chiaro al ministro Matteo Salvini e al governatore Alberto Stefani: una proroga delle concessioni autostradali oltre la fine naturale del dicembre 2026 rischia di essere illegittima perché favorirebbe le attuali società di gestione, quindi nel caso del Nordest la A4 Holding (gruppo Abertis) che controlla la tratta Brescia-Verona-Vicenza-Padova. Il rischio è la “palese violazione dei principi di parità di trattamento e di concorrenza”. Se il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti non si sbriga a stilare i Pef (i piani economico-finanziari) e a indire le gare, anche se si riuscirà a definire il passaggio finale “in house” alla possibile holding pubblica nordestina della Brescia-Padova che vedrebbe nel motore anche Cav (al 50% della Regione Veneto e al 50% di Autostrade dello Stato spa, società controllata dal Ministero dell’economia e gestita dal Mit) che gestisce la Padova – Venezia e il Passante di Mestre oltre ad alcuni snodi minori.
Con Atto di Segnalazione a Governo e Parlamento, Anac è intervenuta anche sulla mancata attuazione degli obblighi di esternalizzazione per le concessioni autostradali. La segnalazione approvata dal Consiglio dell’Autorità del primo aprile 2026 e resa nota nei giorni scorsi, deriva dalle criticità riscontrate da Anac, in sede di vigilanza, sulla mancata applicazione di alcuni regolamenti. Nello specifico “i titolari di concessioni di valore superiore alla soglia comunitaria, che non siano state affidate conformemente al diritto dell’Unione europea vigente al momento dell’affidamento o della proroga sono tenuti ad affidare all’esterno, mediante il ricorso a gare pubbliche, una quota tra il 50 per cento e il 60 per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture stabilita convenzionalmente dal concedente e dal concessionario”. In particolare, l’Autorità ha verificato che gli obblighi di esternalizzazione “non hanno ancora alcuna applicazione nel settore delle concessioni autostradali. Tali violazioni sono ancor più rilevanti con riguardo alle tratte autostradali A4 Brescia-Verona-Vicenza-Padova e A4 Torino-Milano le cui concessioni scadranno il prossimo 31 dicembre 2026. Il rischio concreto, infatti, è che tali concessioni andranno in scadenza senza che i concessionari si siano mai conformati ai suddetti obblighi di esternalizzazione”. Ma la bacchettata non finisce qui: “A ciò si aggiunga che il mancato aggiornamento dei Piani Economici Finanziari (Pef) delle società concessionarie costituisce un ulteriore ostacolo per l’effettiva attuazione degli obblighi di esternalizzazione, tenuto conto che i suddetti obblighi sono calcolati sulla base degli importi risultanti dai piani economici finanziari annessi agli atti convenzionali. La mancata attuazione degli obblighi di esternalizzazione si pone, quindi, in aperto contrasto con il meccanismo di riequilibrio volto a rimediare ex post a passati affidamenti diretti avvenuti al di fuori delle regole del mercato, e, più in generale, in palese violazione con il principio di tutela della concorrenza”.
Nel frattempo l’assemblea dei soci di Cav ha approvato il bilancio di esercizio 2025, chiuso con un utile di 30,4 milioni di euro, in crescita rispetto ai 29,3 milioni del 2024 (+3,8%). Il valore della produzione ammonta a circa 179,6 milioni di euro (i ricavi da pedaggio crescono del 1,34%) mentre il risultato ante imposte e’ pari a circa 42,9 milioni. Nel 2025 Cav ha registrato costi di gestione pari a 130,3 milioni, in calo dell’1,09% su base annua. La riduzione e’ trainata principalmente dai costi per servizi, scesi a 39,3 milioni (-4,03%), mentre costo del personale e ammortamenti mostrano incrementi contenuti e coerenti con l’operativita’ della rete. Il miglioramento della struttura dei costi, insieme al calo degli oneri finanziari a 8 milioni (- 12,94%), si riflette su una crescita della redditivita’, con ebitda a 96,8 milioni (+ 1,8%) ed ebit a 49,3 milioni (+ 6,11%). La societa’ dispone di liquidita’ complessiva pari a 185,5 milioni e nel 2025 ha inoltre trasferito 51,4 milioni alla Regione del Veneto per interventi infrastrutturali prioritari.



