Colonie feline, 24mila€ da Palazzo Barbieri alle associazioni animaliste

E’ di 24 mila euro il contributo messo a disposizione anche quest’anno dall’Amministrazione per Associazioni Animaliste appartenenti al Terzo settore, che si rendono disponibili a supportare le coadiuvanti nella gestione delle colonie feline o quelle persone, perlopiù anziani, che per vari motivi non riescono più ad accudire i loro animali domestici.

L’iniziativa, avviata per la prima volta nel 2024, ha consentito di aiutare animali, volontari e persone indigenti ed in difficoltà. Per tale motivo il Comune ha deciso di riproporre l’iniziativa anche per il 2026, garantendo una serie di attività previste anche dalla Legge Regionale n. 60 del 1993, che protegge i gatti che vivono liberi sul territorio indicando i doveri degli enti e delle istituzioni preposte.

“Questo contributo – spiega il consigliere con delega alla Tutela degli animali, Giuseppe Rea –potrà aiutare tutte le coadiuvanti gattofile referenti di colonie feline che operano sul nostro territorio e che ogni giorno, nel silenzio e con immensa generosità, mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie risorse per aiutare degli esseri indifesi, che ricordo essere tutelati dalla legge, fornendo loro supporto nella gestione della colonie. Allo stesso tempo, il contributo permetterà di supportare quelle persone in condizioni di fragilità che non riescono a  prendersi cura del proprio animale come vorrebbero. A volte aiutare a garantire la salute di un animale significa assicurare una vita migliore e serena anche al suo compagno di vita umano, soprattutto se è una persona sola ed anziana”.

Nello specifico la somma servirà per l’acquisto di cibo, per pagare prestazioni veterinarie, ma anche per affrontare le situazioni problematiche, segnalate quasi quotidianamente, di gatti abbandonati o di ‘casi sociali’. Intervenire in queste situazioni diventa importante per promuovere le attività di adozione degli animali.

“Ricordo che l’abbandono dei gatti è una vera e propria piaga che interessa non solo Verona ma tutto il nostro Paese – precisa Rea –. Non è sufficiente dare da mangiare ai gatti per prendersi cura di loro, è fondamentale che i cittadini provvedano anche alla loro sterilizzazione, soprattutto se vengono lasciati liberi di uscire di casa. Questo è un obbligo che, assieme a quello del microchip, non è ancora previsto dalla legge nazionale o regionale, ma lo è dal nostro Regolamento per la Tutela Animali”.

Le tre Associazioni destinatarie del contributo sono l’associazione Animalisti Verona, LAV di Verona e la Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC) di Verona.

“Con l’aiuto del Comune di Verona, grazie alle due precedenti edizioni del bando, ci siamo occupati di centinaia di gatti liberi, bisognosi di cibo e cure – spiega Lorenza Zanaboni, Responsabile della Sede Territoriale LAV Verona –. Abbiamo inoltre aiutato persone senza lavoro o in stato di indigenza che non potevano curare i loro gatti, abbiamo trovato casa a decine di felini che non potevano più stare per strada e abbiamo tolto ad una vita di randagismo e pericoli decine di cuccioli”.

“Le risorse riconosciuteci dal Comune – dichiara Rina Goffredo presidente LNDC sezione di Verona – serviranno per l’acquisto di cibo, per pagare prestazioni veterinarie, ma anche per affrontare  tutte quelle situazioni ‘difficili’ che quasi quotidianamente vengono segnalate alle Associazioni Animaliste di gatti abbandonati o di cosiddetti “casi sociali”, ossia persone che per indigenza o per altre problematiche non riescono più mantenere i propri amici a quattro zampe. Intervenire in queste situazioni è inoltre importante per promuovere le attività di adozione degli animali”.

“La nostra sezione – precisa la presidente Animalisti Verona Emanuela Giarraputo – lo scorso anno si è fatta carico di seguire un terzo del gruppo delle coadiuvanti con colonie censite nel Comune di Verona e ha potuto distribuire 2400 kg di cibo e risposto a richieste per la cura o la ricollocazione di diversi felini. Ricordiamo che l’obbligo alla sterilizzazione e al microchip per i gatti sul territorio, oltre ad essere una scelta di responsabilità e amore, evita che il numero dei randagi continui ad aumentare aggravando una situazione che facilmente può sfuggire al controllo”.