(Rfg) L’Italia e il secondo paese europeo per spesa pubblica in rapporto al PIL, eppure i servizi non brillano. Un viaggio nei dati Eurostat COFOG per capire dove finiscono davvero i nostri soldi.

Il quadro generale: troppa spesa, troppo poco ritorno
L’Italia spende circa il 54% del suo PIL in spesa pubblica, seconda in Europa solo alla Francia. Un numero enorme. Eppure guardando i servizi pubblici, il sistema sanitario, le infrastrutture, il quadro non è quello di un paese che spreca con larghe mani in ogni direzione. La verità è che i soldi ci sono, ma sono concentrati in pochissime voci. Il punto non è quanti soldi si spendono, ma dove e come si spendono. E’ qui che si apre il paradosso italiano: un livello di spesa pubblica da paese nordeuropeo, con una qualità dei servizi molto distante da quei benchmark.

Servizi generali: burocrazia da record
Nella categoria ‘servizi generali di pubblica amministrazione’ l’Italia spicca insieme a Grecia e Ungheria. Si tratta del costo della macchina burocratica: stipendi pubblici, interessi sul debito, apparato amministrativo. Una voce dove siamo certamente tra i primi al mondo, anche per il peso enorme degli interessi passivi sul debito. Gli interessi sul debito pubblico da soli pesano oltre il 3% del PIL, una spesa improduttiva che sottrae risorse a sanità, istruzione e infrastrutture.
Affari economici: pochi trasporti, molta burocrazia
Nella voce ‘affari economici’ non spicchiamo, ma ci sono anomalie interessanti. L’Italia mostra una spesa per i trasporti relativamente bassa rispetto agli altri paesi europei, mentre la macchina burocratica di supporto alle attività economiche è significativamente elevata. Un segnale della difficoltà strutturale di investire in infrastrutture fisiche rispetto a quelle amministrative.
Housing e comunita: il buco nero del Superbonus
La categoria che fa più impressione è ‘abitazioni e sviluppo delle comunità’. L’Italia spende qui il 4,3% del PIL — una cifra abnorme rispetto agli altri paesi europei, dove la media è attorno all’1%. La spiegazione sta in gran parte nel Superbonus 110% e negli incentivi edilizi, misure che hanno creato un’esplosione di spesa registrata proprio in questa voce. Il Superbonus da solo ha bruciato decine di miliardi in pochi anni, più di quanto molti paesi spendono in un decennio per l’abitazione.
HOUSING & SVILUPPO COMUNITÀ (% PIL) — CONFRONTO EUROPEO
| Paese | % PIL |
| Italia | 4,3% |
| Grecia | 1,8% |
| Portogallo | 1,6% |
| Spagna | 1,5% |
| Francia | 1,5% |
| Belgio | 1,3% |
| Germania | 1,2% |
| Polonia | 1,0% |
Fonte: Eurostat, gov_10a_exp, COFOG GF06
Pensioni: il vero peso che blocca tutto
La voce più pesante di tutte è la ‘protezione sociale’, e al suo interno la componente previdenziale. Le pensioni italiane pesano da sole il 13-14% del PIL, tra le più alte al mondo. Il confronto con gli altri paesi europei è impietoso: la Germania spende circa il 10%, la Svezia meno del 9%. Il problema non è la tutela degli anziani in sé. Il problema è che questa concentrazione di spesa non lascia margine per investire in chi sta costruendo il futuro: i giovani, le famiglie, la ricerca, l’istruzione.

SPESA PENSIONISTICA E PROTEZIONE SOCIALE (% PIL, 2022)
| Paese | Pensioni | Altri trasf. sociali |
| Italia | 13,7% | 3,8% |
| Grecia | 14,1% | 3,2% |
| Francia | 13,0% | 6,5% |
| Austria | 13,5% | 5,2% |
| Germania | 10,2% | 7,1% |
| Spagna | 10,6% | 6,0% |
| Svezia | 8,8% | 9,6% |
Fonte: Eurostat, gov_10a_exp, COFOG GF10
Sanità, cultura, istruzione: i grandi assenti
Paradossalmente, nelle voci dove ci si aspetterebbe investimento, l’Italia è sotto la media europea. La sanita è ‘bassina’, soprattutto su attrezzature e servizi ospedalieri. La cultura non arriva allo 0,8% del PIL, in un paese che detiene circa il 70% del patrimonio Unesco europeo. Sull’istruzione, anche qui siamo indietro rispetto a Francia e Germania, soprattutto sulla scuola primaria e l’università.
CONFRONTO SANITÀ E CULTURA (% PIL, 2022)
| Paese | Sanita % PIL | Cultura % PIL |
| Francia | 8,6% | 1,4% |
| Germania | 8,0% | 1,1% |
| Svezia | 8,1% | 1,2% |
| Spagna | 7,2% | 1,0% |
| Italia | 6,7% | < 0,8% |
Fonte: Eurostat, gov_10a_exp, COFOG GF07 e GF08
La mappa completa della spesa italiana — COFOG
Ecco il quadro completo della spesa pubblica italiana per funzione COFOG, confrontata con la media dell’Unione Europea. I dati mostrano con chiarezza dove l’Italia diverge strutturalmente.
COMPOSIZIONE DELLA SPESA PUBBLICA ITALIANA PER FUNZIONE COFOG (% PIL, ~2022)
| Categoria COFOG | Italia % PIL | Media UE % PIL |
| Protezione sociale | 22,0% | 18,5% |
| Servizi generali PA | 7,8% | 5,9% |
| Sanità | 6,7% | 7,6% |
| Housing & comunità | 4,3% | 1,3% |
| Affari economici | 4,2% | 4,4% |
| Istruzione | 4,1% | 5,0% |
| Sicurezza pubblica | 1,9% | 1,8% |
| Difesa | 1,5% | 1,4% |
| Protezione ambientale | 0,8% | 0,8% |
| Cultura, sport, religione | 0,7% | 1,0% |
Fonte: Eurostat, gov_10a_exp — elaborazione su dati 2021-2022
L’Italia spende tanto ma male, concentrando le risorse su spese rigide e storicamente consolidate, lasciando briciole a sanità, cultura, istruzione e infrastrutture. Non è un problema di quantità di spesa, ma di struttura e qualità di quella spesa.
Fonte dei dati
Eurostat — Government expenditure by function (COFOG)
Codice dataset: gov_10a_exp
Classificazione: COFOG (Classification of the Functions of Government) — SEC 2010
Anni di riferimento: principalmente 2021-2022.
Link: https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/gov_10a_exp



