Il secondo trimestre del 2026 conferma, secondo l’analisi statistica Movimprese, la tenuta del sistema imprenditoriale veronese. Tra aprile e giugno il saldo tra nuove aperture e chiusure di imprese è positivo: +481 unità, risultato di 1.263 iscrizioni e 782 cessazioni (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il tasso di crescita è pari a +0,54%, di poco superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025 (+0,48%), in linea con quello regionale (0,50%) e nazionale (+0,56%).
Rispetto al secondo trimestre dello scorso anno, le iscrizioni aumentano percentualmente in misura maggiore rispetto alle cancellazioni (+5,5% per le prime, +3,2% per le seconde).
Al 30 giugno, le imprese veronesi registrate sono 90.127 (82.310 le attive). Le localizzazioni, che comprendono sia le sedi di impresa che le unità locali, sono complessivamente 113.124. Nel corso del trimestre, le imprese artigiane hanno fatto registrare 400 iscrizioni e 317 cessazioni, con un saldo netto di +83 unità e un tasso di crescita del +0,37%, portando lo stock totale a 22.700 imprese.
Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni rimane positivo anche sommando ai risultati del secondo trimestre quelli del primo, storicamente negativo principalmente a causa del concentrarsi alla fine dell’anno di un elevato numero di cessazioni, fenomeno che per motivi tecnico-amministrativi estende i propri effetti sugli archivi camerali anche nelle prime settimane del nuovo anno.
Così, il saldo complessivo del primo semestre del 2026 risulta pari a +317 unità (con un tasso di sviluppo del +0,35%), risultato di 3.169 iscrizioni e 2.852 cancellazioni.
L’analisi dei dati relativi alle diverse nature giuridiche rivela una tendenza al rafforzamento patrimoniale. Nel primo semestre del 2026 solo le società di capitale presentano un saldo positivo (+456 imprese, pari ad un tasso di sviluppo del +1,59%), In termini assoluti, la variazione negativa più elevata si registra per le imprese individuali (-72 il saldo tra iscrizioni e cancellazioni); questa forma di conduzione di impresa rimane comunque preponderante, rappresentando la metà delle imprese registrate.
Nel corso del semestre, le dinamiche settoriali mostrano un’evoluzione positiva guidata dai servizi e dalle attività di alloggio e ristorazione: entrambi i settori registrano una crescita dello stock di imprese del +2,0%. Si evidenzia una sostanziale stabilità per le costruzioni (+0,2%), mentre gli altri comparti attraversano una fase di assestamento, con lievi flessioni nell’industria (-0,2%) e contrazioni appena al di sopra di un punto percentuale per il commercio (-1,2%) e l’agricoltura (-1,4%).
Guardando alla composizione complessiva del tessuto produttivo, i servizi si confermano, dal punto di vista della numerosità delle imprese, il comparto di maggior peso (33,3%). L’ossatura economica del territorio si completa con il contributo del commercio (17,1%), dell’agricoltura (15,7%) e delle costruzioni (13,8%), a cui si affiancano l’industria (9,5%) e i servizi di alloggio e ristorazione (7,6%).



