Che Carnevale! Adesso arriva anche il video su Fb del presidente Valerio Corradi oltre a una nota nella quale il Comitato, vista la mal parata, scarica la responsabilità sui professionisti esterni specializzati che non avrebbero avvisato delle richieste contenute nei bandi del Ministero per ottenere i finanziamenti. «Sebbene abbiamo piena fiducia nella loro competenza, si legge in una nota diffusa dal Direttivo del Bacanal presieduto da Valerio Corradi che ha patteggiato una pena per concorso in bancarotta fraudolenta in questa circostanza sembra che non abbiano prestato la dovuta attenzione alla condizioni giuridiche relative alla partecipazione dei membri del Direttivo». In sostanza, il direttivo del Bacanal ha spiegato di non essere stato informato sulle condizioni del bando. «Se fossimo stati a conoscenza dei requisiti, avremmo potuto discutere le problematiche emerse, che sono state scoperte solo dopo la revoca dei contributi – prosegue la tesi del Direttivo Se durante la discussione fossero stati sollevati questi punti, sarebbe emerso che il membro del direttivo si sarebbe dimesso per non compromettere la partecipazione al bando, qualora avesse avuto notizia delle condanne». Inoltre, nella nota è stato sottolineato che al momento della partecipazione al bando il presidente Corradi non aveva alcun pat teggiamento in corso. Ma da quanto risulta alla Cronaca nella documentazione per partecipare ai bandi c’è anche un questionario da firmare nel quale si dichiara di non avere pendenze giudiziarie in corso… Fatto sta che ora il Direttivo del Bacanal deve fare i conti con la revoca di 485 mila euro di finanziamenti erogati dal ministero della cultura per il 2023 e 2024 e già spesi. Il motivo della revoca risiede nel fatto che sono state riscontrate due condanne a carico dei membri del Comitato, lo stesso Corradi e un altro, per lesioni personali. Pare insomma che nel 2022 non ci fossero state le condizioni per accedere ai finanziamenti anche se ora il Direttivo precisa che nel 2022 non c’era ancora stato alcun patteggiamento. Il Tar però ha confermato la validità della revoca tanto che ora il Bacanal vuol fare ricorso al Consiglio di Stato. Corradi oggi ha postato sul suo profilo Facebook un video nel quale cerca di spiegare le proprie ragioni. «Nel 2016 il Bacanal del Gnoco ha cambiato stile e gestione. Il nostro obiettivo è stato quello di far crescere il Carnevale. Dal 2020 per la legge gabrielli impone la sicurezza degli eventi: basta volontari. E siamo passati da 17 mila euro di spesa nel 2017 per la sicurezza a oltre 40 mila euro nel 2025. Da 50 transenne siamo arrivati a 1.200 metri di transenne con una ditta specializzata. Non più steward ma 80 professionisti sul percorso per la sicurezza della sfilata di Venerdi gnocolar». Corradi poi ricorda la questione dei 485 mila euro di contributi revocati dal Ministero della cultura: «Il Ministero rivuole i soldi indietro ma secondo noi i contributi non sono da restituire». E fa un appello ai sentimenti: «II Direttivo è composto da persone umili, non avvocati e commercialisti, che si sono messe a disposizione per farci partecipare ai bandi. Noi certe cose cosi tecniche non le possiamo sapere. Abbiamo vinto i bandi nel 2023 e nel 2024 ma il 2024 non è stato ancora erogato. E intanto noi abbiamo pagato tutti i fornitori. Stiamo facendo ricorso al Consiglio di Stato. In questo momento per salvaguardare il Carnevale si mettano al nostro fianco tutti quelli che possono darci una mano: Comune, provincia, Regione e parlamentari veronesi. Ora noi siamo in regola per il 2025 perché il Ministero ha cambiato le regole». Ora Corradi con il Direttivo lancia un appello ai parlamentari veronesi perché difendano il Bacanal e facciano recedere il Ministero da questa revoca dei contributi, ma la partita è durissima e anche da parte di Comune, Provincia e Regione è difficile che ci possa essere un impegno istituzionale in questo senso. Per il Comune è presente il sindaco Damiano Tommasi, per la Provincia Davide Di Michele, per la Regione Enrico Corsi ma si tratta di rappresentanti senza diritto di voto, senza cioè vera capacità di incidere nelle decisioni. In particolare poi con il Comune i rapporti negli ultimi anni non sono stati per nulla sereni. Ricordiamo l’annullamento della sfilata di due anni fa per mancanza delle condizioni di sicurezza, le polemiche per l’organizzazione a fronte di un contributo di 100 mila euro l’anno che Palazzo Barbieri eroga al Comitato del Bacanal. Inoltre nelle scorse settimane il Comune ha revocato al Bacanal la gestione del Giardino d’Estate di viale Colombo perché l’uso dovrebbe essere gratuito per la popolazione ma così invece non è stato. E il Comune ha disdetto il patto di sussidiarietà attivo dal 2022. «Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, si ritiene che il patto di sussidiarietà non sia lo strumento più appropriato per la corretta gestione di quest’area, e pertanto si prevede di presentare una proposta alternativa», dice il Bacanal che ora attende nuove proposte. Ma a carico del Bacanal per gli errori nella gestione del Giardino d’Estate ci sarebbero sanzioni per 35 mila euro. «Ma sul Giardino d’Estate- spiega ancora la nota- abbiamo ha investito ingenti risorse finanziarie per migliorare e valorizzare il Giardino d’Estate, restituendolo alla città». Ma non è tutto. A parte le voci che parlano già di dimissioni di alcuni membri del Direttivo a fronte dei problemi per i contributi revocati, che cos’altro potrebbe emergere sulla gestione del Carnevale visto che nell’aprile scorso gli uffici del Comitato del Bacanal sono stati visitati dalla Guardia di Finanza? E’ casuale che il Comune stia prendendo sempre più le distanze dal Bacanal? A questo punto il Carnevale del prossimo anno è in pericolo? Ma Corradi alla fine del video lancia anche una provocazione: «Qui c’è della cattiveria perché in quattro anni abbiamo fatto un salto di qualità e sia il più bel Carnevale d’Italia. E questo provoca invidie». Ma l’ex sindaco Tosi osserva: «Credo che sia ovviamente opportuno attendere l’esito dei ricorsi, ma l’Amministrazione dovrebbe farsi parte attiva col Ministero per trovare una soluzione, perché il buon andamento del Carnevale di Verona è interesse della città, a prescindere dall’appartenenza politica».