Il Museo di Castelvecchio celebra il suo primo secolo di vita (1926–2026) con un programma di iniziative che intreccia memoria, innovazione e visione per il futuro. Di particolare rilievo, sabato 25 aprile, dalle ore 10 alle 22, si terrà l’evento “Buon compleanno Castelvecchio” con l’apertura straordinaria del Museo a 1 euro con visite guidate (dopo le ore 18 biglietti solo online). Oggi, alla presenza dell’assessora alla Cultura Marta Ugolini, si è tenuta l’inaugurazione del Centenario, con la presentazione dell’evento Ospiti per il Centenario Capolavori lignei all’alba del Rinascimento e il percorso tematico Un museo, una statua. Dall’allestimento del 1926 al Cangrande secondo Carlo Scarpa.
“Un traguardo importante – sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini – per uno dei luoghi più amati e identitari di Verona, dove la storia medievale degli Scaligeri dialoga da un secolo con capolavori dell’arte italiana ed europea. Le celebrazioni prendono forma attraverso interventi concreti sugli spazi e sull’esperienza di visita: dalla nuova proposta illuminotecnica di Sala Mantegna all’arrivo di prestiti illustri, dai percorsi tematici ai restauri in vista, dai riallestimenti delle sale alle indagini archeologiche, il centenario è anche occasione per aprire nuovi sguardi sul patrimonio, con attività culturali, visite guidate, iniziative educative e momenti di incontro che animeranno il museo lungo tutto il 2026, per vivere i primi cento anni di Castelvecchio non come punto di arrivo, ma come premessa di un nuovo inizio”.
In occasione del centenario del Museo di Castelvecchio (1926 – 2026), nell’ambito del palinsesto delle iniziative per la sua celebrazione, il Comune di Verona e i Musei Civici propongono un percorso tematico dal titolo Un museo, una statua. Dall’allestimento del 1926 al Cangrande secondo Carlo Scarpa, visitabile dal 24 aprile 2026 al 10 gennaio 2027. L’iniziativa celebra i 100 anni dall’inaugurazione del museo, avvenuta il 25 aprile 1926 alla presenza di re Vittorio Emanuele III, e offre al pubblico un’inedita occasione per approfondire la storia del museo e del suo simbolo più celebre, la statua equestre di Cangrande della Scala.
Il percorso tematico permette ai visitatori di ripercorrere la storia di Castelvecchio, mostrando come le scelte di allestimento e conservazione abbiano contribuito a costruire l’identità del museo veronese. L’iniziativa integra pannelli esplicativi, fotografie storiche, filmati e audioguide, offrendo uno sguardo approfondito sul rapporto tra arte, architettura e museografia. Inoltre, all’interno delle iniziative programmate per la ricorrenza del Centenario, il Museo di Castelvecchio si prepara ad esporre al pubblico, per un intero anno, due straordinari esempi di statuaria lignea veronese dell’ultimo quarto del Quattrocento.
Si tratta degli eccezionali San Pietro martire, un rilievo originariamente proveniente dalla biblioteca del convento di Santa Anastasia, e del cosiddetto Virgilio o San Giovanni evangelista, monumentale immagine a tutto tondo di provenienza ignota, già attribuita a Mantegna, due tra le più importanti opere veronesi su legno ancora conservate in collezione privata, la cui raffinata qualità ci interroga sui vertici raggiunti dalla scultura scaligera del tempo.

Il percorso tematico
Si sviluppa in due sezioni, dedicate rispettivamente all’allestimento del museo nel primo Novecento e alla storia della statua equestre, dalla sua originaria collocazione sulla sommità dell’arca di Santa Maria Antica alla musealizzazione nel segno di Carlo Scarpa.
Galleria dei Dipinti, primo piano
Il Museo di Castelvecchio: da caserma a museo cittadino
Nel primo dopoguerra, Antonio Avena, direttore del Museo Civico, comprende il potenziale di Castelvecchio come sede museale, dopo la perdita della funzione militare della fortezza. Il Comune di Verona ottiene dal Demanio parte del complesso e avvia il progetto di trasformazione. Tra il 1924 e il 1926 Avena, insieme all’architetto Ferdinando Forlati, coordina un ampio restauro che restituisce al castello scaligero un’immagine medievale, con torri, merlature, camminamenti ricostruiti e ambienti allestiti “in stile”. L’inaugurazione del museo sancisce così l’apertura di Castelvecchio al pubblico, trasformandolo in un polo culturale di riferimento per la città.
Ala della Reggia, secondo piano
Dalla città al Museo: il sorriso di Cangrande a Castelvecchio
Scolpita alla metà del XIV secolo a coronamento dell’arca sul portale di Santa Maria Antica, la statua equestre di Cangrande ha vegliato per sei secoli dall’alto sulla città di Verona. Per motivi conservativi, nel 1909 viene trasferita nell’atrio del Museo Civico di Palazzo Pompei, mentre sull’arca viene collocata una copia. Nel 1926 la statua approda al Museo di Castelvecchio, dove Antonio Avena la installa nel cortile della Reggia, in un angolo verde e raccolto che ne consente solo una visione frontale. Negli anni Sessanta, Carlo Scarpa la pone al centro del rinnovato percorso museale, su un ardito basamento in cemento, creando una collocazione spettacolare che contribuisce a rendere l’immagine di Cangrande ancora più celebre. Ancora oggi, il suo sorriso bonario continua ad accogliere ogni visitatore che entri a Castelvecchio.
Ospiti per il Centenario: capolavori lignei all’alba del Rinascimento

a cura di Luca Fabbri – 22 aprile 2026 – 25 aprile 2027
La generosità dei prestatori, che hanno deciso di contribuire a questa iniziativa concedendo un prestito di lunga durata al Museo, permetterà di ammirare queste sculture nelle sale della Reggia Scaligera, stimolando relazioni e dialoghi tra queste opere e i capolavori della pittura coeva, da Andrea Mantegna a Francesco Bonsignori, da Francesco Benaglio a Domenico Morone.
Le collezioni civiche, che già ospitano la monumentale ancona del cosiddetto Polittico di San Luca, in deposito dal Ministero della Cultura, il gruppo di Sant’Anna Metterza, di Giovanni Zebellana e il San Giacomo, recentemente attribuito a Leonardo da Verona, si arricchiscono quindi temporaneamente, grazie a questo generoso prestito, di due opere che abitano lo snodo fondamentale del primo tempo del Rinascimento cittadino, due tasselli preziosi per ricostruire il panorama artistico della scultura lignea veronese: un ambito in cui la città fu protagonista assoluta, ma di cui purtroppo furti e dispersioni ci hanno restituito solo rari e frammentari riflessi.
Buon compleanno, Castelvecchio!
Un programma di iniziative per festeggiare i 100 anni dall’inaugurazione del museo, avvenuta il 25 aprile 1926. Tutto ebbe inizio da una visione lungimirante. Fu da una felice intuizione di Antonio Avena, primo direttore delle collezioni comunali veronesi, che prese avvio l’attuale struttura dei Musei Civici, con la nascita del museo di arte antica e moderna a Castelvecchio. Tra il 1924 e il 1926, Avena incaricò l’architetto Ferdinando Forlati di restaurare il castello, sino ad allora utilizzato come caserma, e ne curò personalmente gli arredi interni in stile medievale. Fu lui a trasformare una fortezza militare in un luogo di cultura aperto alla città, che venne inaugurato il 25 aprile 1926 alla presenza di re Vittorio Emanuele III. Decenni dopo, il museo venne restaurato e allestito con criteri moderni tra il 1958 e il 1974 dal celebre architetto Carlo Scarpa, di cui divenne uno degli interventi più completi e meglio conservati.
È proprio questo duplice lascito — la visione fondativa di Avena e il genio museografico di Scarpa — a guidare lo spirito del centenario: un’eredità da custodire, rinnovare e restituire al pubblico con nuova intensità.
La programmazione
Di seguito le iniziative in programma fino a giugno. Il calendario continuerà in autunno con nuovi appuntamenti, che saranno annunciati prossimamente.
Programma
9 maggio, ore 11.30
Conferenza per la rassegna ‘Libri e Rose’
Stefano Zuffi – Bernardo Bellotto e la Veduta di Verona con Castelvecchio e il ponte scaligero
Sala Boggian (prenotazione obbligatoria via mail scrivendo a musei@comune.verona.it)
16 maggio, dalle ore 18 alle 22
Notte Europea dei Musei
Apertura straordinaria serale del museo
16 giugno, ore 17
Conferenza con Denis Ton
Nuovi sguardi sul Sei e Settecento. Un riallestimento al Museo di Castelvecchio
Sala Galtarossa – Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle” alla Tomba di Giulietta
23 giugno, ore 17
Conferenza con Luca Fabbri, Fabio Saggioro, Elisa Lerco, Filippo BricoloLo scavo della Chiesa di San Martino in Aquaro a Castelvecchio
Sala Galtarossa – Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle” alla Tomba di Giulietta
Visite guidate
Prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente contattando
la Segreteria didattica dei Musei Civici di Verona
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16,il sabato dalle 9 alle 13
T. 045 8036353 – 045 597140 – segreteriadidattica@comune.verona.it
Aprile
venerdì 24
ore 16 | Non solo medioevo: alla scoperta delle sale del Barocco settecentesco
sabato 25
ore 11 – Prospettiva, luce e colore: le opere Rinascimentali
ore 15 – I grandi protagonisti: Antonio Avena e Carlo Scarpa
ore 18 – Legno, marmo e pigmenti: i capolavori medioevali di Castelvecchio
ore 20 – Non solo medioevo: alla scoperta delle sale del Barocco settecentesco
domenica 26
ore 11 – Testimonianze di Antonio Avena e Carlo Scarpa
ore 15 – Mura parlanti: dal castello aveniano all’allestimento scarpiano
Maggio
domenica 3 ore 11 – Prospettiva, luce e colore: le opere Rinascimentali
domenica 10 ore 16 – Non solo medioevo: alla scoperta delle sale del Barocco settecentesco
sabato 16 ore 11 – Mura parlanti: dal castello aveniano all’allestimento scarpiano
domenica 24 ore 16 – Prospettiva, luce e colore: le opere Rinascimentali
domenica 31 ore 11 – Legno, marmo e pigmenti: i capolavori medioevali di Castelvecchio
Giugno
Per i 120 anni dalla nascita di Carlo Scarpa (2 giugno 1906)
martedì 2 ore 10 – Archivi custodi di memoria: l’Archivio Carlo Scarpa
ore 11 – Testimonianze di Antonio Avena e Carlo Scarpa
ore 14.30 – Archivi custodi di memoria: l’Archivio Carlo Scarpa
ore 16 – Mura parlanti: dal castello aveniano all’allestimento scarpiano
sabato 6 ore 11 – Non solo medioevo: alla scoperta delle sale del Barocco settecentesco



