(di Virginia Marchiori inviata a Bruxelles)
Nella città dove morì Giacomo Puccini, l’opera italiana è tornata a farsi sentire. Dopo tre anni, Fondazione Arena di Verona è approdata al Parlamento Europeo con Opera Heritage: Arena di Verona Highlights, una serata organizzata dall’eurodeputato Daniele Polato e ospitata nel Yehudi Menuhin Hall del Palazzo del Parlamento Europeo alla presenza di istituzioni europee, stakeholder culturali, rappresentanti del mondo dell’imprenditoria e numerosi giovani.
Sul palco, a pochi metri dal pubblico, si sono esibiti i soprani Mariangela Sicilia e Vittoriana De Amicis, il tenore Piero Pretti e il baritono Gëzim Myshketa, accompagnati al pianoforte dalla Sovrintendente della Fondazione, Cecilia Gasdia.
Il programma ha toccato le arie più amate del repertorio verdiano e pucciniano, dalle pagine di Puccini con Tosca, Turandot, La Bohème, a quelle di Giordano con Andrea Chénier, fino alle atmosfere di Verdi con La Traviata, culminando nel celebre Brindisi che inaugurerà ufficialmente il Festival il prossimo 12 giugno.
I saluti istituzionali
Ad aprire ufficialmente la serata sono stati gli interventi della Vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles Pierre di Toro. Presenti anche i rappresentanti delle Ambasciate di Albania, Algeria, Brasile, Egitto e Stati Uniti, oltre al Console Generale d’Italia a Bruxelles Francesco Varriale.
«È un onore accogliervi qui a Bruxelles – ha detto Antonella Sberna – questa è un’occasione importante per presentare all’Europa un gioiello del nostro patrimonio culturale e creare un dialogo, affinché il nostro lavoro qui porti ai nostri territori un ritorno concreto, e perchè le nostre comunità possano beneficiare delle opportunità offerte dall’Europa, in primis attraverso il miglioramento della legislazione vigente». «Promuovere la nostra cultura all’estero significa costruire ponti tra i popoli, generando stima e rispetto attraverso l’arte. È proprio in questo dialogo culturale che si rafforza anche il valore delle nostre attività diplomatiche» ha aggiunto Pierre di Toro.
A raccontare l’impatto di Fondazione Arena è stata la stessa Sovrintendente Gasdia: «Ogni sera l’Arena può accogliere dalle 10 alle 12 mila persone, che provengono da oltre 130 Paesi nel mondo. Tutto questo grazie al lavoro di più di mille professionisti tra palcoscenico e retropalco. Essere qui oggi, nel cuore dell’Europa, ci dà la misura di quanto sia grande e forte l’abbraccio areniano. Lavoriamo ogni giorno affinché l’Arena di Verona sia davvero di tutti: dai bambini alle persone con disabilità, un teatro unico al mondo e aperto al mondo».
«Fondazione Arena è un orgoglio e un’eccellenza italiana, simbolo di arte e cultura – ha aggiunto l’onorevole Daniele Polato -. Da veronese è un onore aver organizzato questo evento nella casa della democrazia europea. Nell’attuale e complessa situazione in cui viviamo, musica e canto possono creare ponti, unire i popoli, facilitare il dialogo e generare e diffondere bellezza nel mondo».
I numeri di Fondazione Arena secondo la ricerca Nomisma
Secondo una ricerca Nomisma presentata nel corso della serata, Fondazione Arena genera quasi 2 milioni di indotto nazionale, 206 milioni di gettito fiscale e un effetto moltiplicatore: per ogni euro investito, ne tornano 6,3. Numeri che Stefano Trespidi, vicedirettore artistico, ha voluto mettere sul tavolo, non per darsi le “le arie”, ma per ricordare che dietro l’opera veronese c’è anche un modello industriale.
La 103ª stagione: fra nostalgia e ambizione
L’Arena si appresta ad aprire la sua 103ª stagione con una nuova produzione de La Traviata firmata dal regista scozzese, ormai adottato dall’America, Paul Curran, ambientata durante la Belle Époque, nel ventre scintillante del Moulin Rouge parigino. La scelta non è casuale: Curran ha trascorso due anni come assistente di Baz Luhrmann, il regista australiano autore del film Moulin Rouge!, pellicola che quest’anno compie venticinque anni e che ha segnato un’intera generazione.
Ma le novità non si esauriscono nella Traviata, conferma la sovrintendente Cecilia Gasdia. In cartellone figurano Roberto Bolle & Friends e Zorba il Greco, spettacolo capace di richiamare un pubblico trasversale. Poi tre eventi speciali: Carmina Burana di Carl Orff, pagina corale tra le più eseguite al mondo, Viva Vivaldi, una serata interamente dedicata alle Quattro Stagioni; e infine Paganini Paradise, ideato e realizzato da Marco Balich, nome noto come creatore di alcune tra le più spettacolari cerimonie olimpiche degli ultimi decenni.
Il 5 giugno in Eurovisione: opera e cucina italiana sul palco del mondo
Fondazione Arena ha partecipato a un bando del Ministero della Cultura italiano per organizzare una serata dedicata a due patrimoni dell’umanità UNESCO – il canto lirico e la cucina italiana – e lo ha vinto. L’evento, fissato per il 5 giugno, sarà trasmesso in Eurovisione con la regia televisiva di Rai Uno e si svilupperà su due palcoscenici simultanei: quello tradizionale dell’Arena e la suggestiva Piazza Bra, cuore pulsante di Verona. Una produzione che punta a un pubblico globale, trasformando la città scaligera in un set televisivo a cielo aperto.
L’Arena Opera Festival 2026, in programma a Verona dal 12 giugno al 12 settembre, offrirà oltre 50 serate di spettacolo in uno dei teatri all’aperto più iconici al mondo, consolidando una tradizione che da oltre un secolo rende l’Arena un punto di riferimento della scena lirica internazionale.



