Il Comune di Verona ha approvato le tariffe TARI per l’anno 2026. Il costo complessivo validato nel Piano Economico Finanziario ammonta a 59.684.843 euro, con un incremento di 1.710.146 euro rispetto all’anno precedente. Per contenere l’impatto sulle famiglie e sulle imprese, l’Amministrazione ha destinato alla copertura del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti 1.000.000 di euro provenienti dall’imposta di soggiorno, come previsto dalla Legge di Bilancio 2024.


“Gli aumenti della TARI sono stati contenuti al minimo, risultando inferiori a quelli registrati in comuni di dimensioni analoghe o comparabili a Verona. Questo risultato – sottolinea l’assessore ai Tributi, Michele Bertucco – è stato reso possibile dal miglioramento della raccolta differenziata, che nel Comune si attesta stabilmente oltre il 60%: qualora si raggiungesse la soglia del 65%, si conseguirebbero ulteriori riduzioni sui costi di conferimento in discarica. Un contributo significativo è derivato inoltre dall’attività di recupero del gettito TARI, frutto della collaborazione tra Solori e AMIA. L’Amministrazione comunale è consapevole del peso che la tassa sui rifiuti rappresenta per i cittadini. Occorre tuttavia considerare che l’anno in corso si inserisce in un contesto di forte pressione sui costi, in particolare per quanto riguarda l’energia e il carburante, che hanno inciso in misura rilevante sulle spese di gestione del servizio. Le due delibere saranno sottoposte all’esame del Consiglio Comunale nella prossima settimana; il pagamento sarà articolato in tre rate, con scadenza il 5 settembre, il 5 novembre e il 5 dicembre.”
Le tariffe sono determinate secondo i criteri del D.P.R. 158/99, con una componente fissa – legata agli investimenti e ai relativi ammortamenti – e una componente variabile, rapportata alla quantità di rifiuti conferiti. Il Piano Tariffario è stato predisposto da Solori SpA, soggetto gestore del tributo. A tutte le tariffe si aggiunge il tributo provinciale per la tutela dell’ambiente, pari al 5%.
Scadenze e modalità di pagamentoIl pagamento della TARI 2026 sarà articolato in tre rate: la prima con scadenza il 5 settembre 2026, la seconda il 5 novembre 2026 e la terza il 5 dicembre 2026. È prevista anche la possibilità di versamento in unica soluzione entro il 5 settembre 2026. Le prime due rate saranno calcolate applicando le tariffe 2025; l’ultima rata sarà determinata a saldo e a conguaglio con le tariffe dell’anno in corso.Solori SpA ha confermato il servizio di domiciliazione bancaria per il pagamento degli avvisi TARI, attivo dal 2023, che si affianca alle modalità di versamento tramite F24 e PagoPA.È possibile richiedere ulteriore rateizzazione per i beneficiari dei bonus sociali ARERA, per i nuclei con ISEE non superiore a 20.000 euro o nei casi in cui l’importo addebitato superi del 30% la media degli avvisi emessi negli ultimi due anni.
Il bonus sociale rifiutiDal 1° gennaio 2026 è operativo il bonus sociale rifiuti, introdotto da ARERA con deliberazione n. 133/2025/R/Rif. Il beneficio consiste in una riduzione del 25% della TARI ed è riconosciuto automaticamente – senza necessità di presentare domanda – alle utenze domestiche con ISEE fino a 9.796 euro (soglia elevata a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico). Il bonus è applicabile a una sola utenza per nucleo familiare e non grava sul bilancio comunale.
Le componenti perequative ARERANell’avviso di pagamento TARI saranno incluse le componenti perequative stabilite dall’Autorità di regolazione: UR1 (0,10 euro per utenza) per la copertura dei costi dei rifiuti pescati in mare e raccolti volontariamente; UR2 (1,50 euro per utenza) per le agevolazioni legate a eventi eccezionali e calamitosi; UR3 (6,00 euro per utenza) a copertura del bonus sociale rifiuti. Tali importi sono versati alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).
A titolo di confronto, comuni capoluogo e dell’area veronese come Padova e Negrar registrano per il 2026 aumenti tariffari di poco inferiori al 3%



